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Viaggio in IRLANDA 2 puntata

Viaggio in IRLANDA 2 puntata

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“Oceano,scogliere a strapiombo che mettono la pelle d’oca,
una sensazione “selvaggia”che non avevo mai provato.”

 

 

Dublino è stata la nostra prima tappa.
Come città è facile da visitare, io e mio padre in due giorni ce la siamo vista tutta a piedi.
Poi è piena di pub, una delle caratteristiche della città (e di tutto il paese), questi luoghi “sacri” dove appena entri vieni catturato dall’ambiente, dalle grasse risate degli irlandesi, dal pavimento appiccicoso per i fiumi di birra versati nel corso della giornata e dalla musica, altra protagonista del nostro viaggio.
La musica tradizionale irlandese ti accompagna dovunque tu vada, non solo a Dublino o nelle città, anche nei paesi  o in un bar lungo la strada, fa parte del DNA Irish!

Prima di lasciare Dublino abbiamo affittato una macchina, che ci ha accompagnato fino all’ultimo giorno del nostro viaggio.Ci siamo spinti verso ovest, fino al famoso Ring of Kerry, ed è facendo proprio questo giro che finalmente ho incontrato quello che sarà un altro compagno di viaggio, l’Atlantico.Era la prima volta che vedevo così bene l’oceano, bastava uno sguardo per sentirne la sua vastità.

Ho chiesto a mio padre di fermarci vicino ad  una piccola spiaggia, lo volevo toccare.
Mi sono limitato a immergere una mano sulla spuma dell’onda, è bastato questo per strapparmi un sincero sorriso.

Dopo il Ring Of Kerry siamo saliti verso nord, destinazione: Cliffs of Moher, delle scogliere a strapiombo a quasi cento metri d’altezza .
Il senso di vuoto che si percepisce è fortissimo, passeggiare lungo la scogliera e pensare che si sta a pochi metri dallo scogliere a strapiombo.

Il giorno stesso delle Cliffs of Moher siamo partiti per arrivare nella contea di Galway, breve sosta di una notte per poi lasciare la macchina, prendere il traghetto e andare su quella che per me è stata la tappa preferita, o meglio che più mi è rimasta nel cuore.Siamo sbarcati sulle Isola Aran, a Inishmore per l’esatezza la più grande delle tre isole.
Le isole Aran si trovano presso la costa occidentale del Paese.
Durante il nostro giorno a Inishmore siamo andati a Dún Aengus, una città prestorica, o meglio, siamo andati a vedere quello che n’è rimasto, ovvero l’entrata.Il resto della città è stato come “tagliato” per poi sprofondare nell’oceano, non se n’è mai trovato nulla, nessun resto è stato mai tirato fuori dal freddo mare.

Io personalmente non sono riuscito ad  avvicinarmi più di tanto al bordo del precipizio, inoltre c’era un forte vento che ti spingeva verso il mare e ti dava la sensazione che un passo in più e i piedi non avrebbero retto.

Stare su quell’Isola, col freddo, la pioggia e i vestiti completamente bagnati mi ha fatto vivere una sensazione “selvaggia”che non avevo mai provato e mi è piaciuta tantissimo, perché non mi apparteneva

.

Dopo aver lasciato le Aran, abbiamo ripreso la macchina per continuare verso nord, lungo un percorso che rasenta il BelBulBen, un monte che emerge quasi dal nulla.

Sembra un luogo fantascientifico in stile “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, dove quasi vorresti salirci con una radiolina per metterti in contatto con qualche extraterrestre.
È stato elettrizzante, mi sentivo come in un set nonostante ci fossimo solo io e mio padre.

Siamo giunti verso la fine del nostro viaggio, ma prima rimane un’ultima meta: il Selciato del gigante. Il Selciato è un bene protetto dall’Unesco, composto da quarantamila colonne a forma d’esagono e formatesi a seguito di un’eruzione vulcanica di fronte all’Atlantico.

E’ uno dei punti più a nord dell’Isola, in Irlanda del Nord su suolo inglese. Anche qui l’ambiente ti travolge completamente e Madre Natura ancora una volta si rivela il più grande architetto possibile, facendoti sentire piccolo e forse anche in colpa, pensando che tutto questo per quanto sia bello si riveli anche vulnerabile..

E’ giunta la fine del nostro viaggio, siamo a Swards, una cittadina a pochi chilometri dall’aeroporto di Dublino, domani si lascia la macchina e si vola verso casa.
Se ripenso a tutto quello che ho visto in questo splendido viaggio mi viene in mente il
Viandante sul mare di nebbia” un quadro del pittore romantico Friedrich, raffigurante un viaggiatore perso di fronte a un baratro nebbioso, e al tempo stesso, come metafora,  un ragazzo con tutte le sue incertezze al momento in cui è catturato da tanta bellezza.

Prima di lasciarci vorrei domandarti solo una cosa, caro lettore, forse già te l’ho chiesto ma non me lo ricordo: sei ma stato in  Irlanda?
Vai.                                   

 

Lorenzo Manfridi

 

 

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