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Viaggio nel cuore Ottobre in ISRAELE 2017

Viaggio nel cuore Ottobre in ISRAELE 2017

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Prima parte  |  TEL AVIV  –  22 ottobre 2017


Sveglia alle 04 per partire da Roma verso questo viaggio del cuore, tanto sognato, con direzione ISRAELE. Partiremo con il volo delle 9.30, arriveremo a TEL AVIV dopo 3 ore.
Siamo 15 persone con le nostre individualità e dovremmo affiatarci in un gruppo, ci riusciremo?
Sarà un viaggio per riconnettersi con la positività, con il nostro io interiore, esercitando l’ascolto, interno ed esterno.. già perché siamo in 15  ed ognuno ha la sua storia, la propria età, visuale  e credo religioso.NON  Saremo divisi tra ebrei e cristiani, ma saremo insieme alla scoperta delle comuni radici, perché l’una si collega all’altra,le origini sono le stesse e  di questo ne siamo certi.
Sarà una “sosta” per ricevere risposte o incoraggiamenti, la voce del Signore parla attraverso il vento, il deserto, il mare e gli occhi delle persone che incontri, i messaggi prima o poi arrivano  nonostante  le ns. resistenze, che fermamente opponiamo nei nostri cuori.
L’idea di una possibile “connessione” in luoghi così vibranti mi impensierisce, ci troveremo in “quei  posti” di cui tante volte  ho letto, nelle Scritture, nei Salmi, nei Vangeli, per questo abbiamo deciso che ogni volta che ci troveremo in un luogo “particolare”, leggeremo il brano che lo cita nella Bibbia o nei Vangeli, oppure nelle “Cronache Giudaiche” di Tito Giuseppe Flavio, storico attendibile di origine giudaiche al seguito dell’Imperatore Vespasiano.
Daremo  al nostro viaggio un ulteriore occasione di respiro e di riflessione verso le origini, dove è stata tracciata un Alleanza, dove il  Divino è sceso a parlare con l’uomo. Israele conserverà in eterno il passaggio di questo suggello, la forza di questa energia…. Noi umani, fatti solo a sua somiglianza come ci accosteremo a questa energia, sarà un fuoco troppo alto per  la nostra  visuale?
I Padri del passato avevano un animo diverso, il loro ego  forse più basso del nostro, aveva una maggiore spiritualità, che consentiva  una  sintonia con il cielo, attraverso il loro senso mistico, i mondi superiori erano  in contatto diretto con quello terreno…Pensieri che vagano, affido agli Angeli il compito della nostra protezione durante il viaggio, donandoci comprensione reciproca.
Sull’ aereo gioco con il cellulare e scopro la facoltà “off line”, questo è quello che dobbiamo fare in questo momento essere offline, assaporare la vita intorno a noi, in pace in equilibrio con la nostra coscienza per aver perdonato quello che era sospeso, per cercare la parola buona e non proferire la malevola .Aver perdonato gli altri e noi stessi, nulla inizia senza un perdono, spesso per un non perdono ci si ammala, perdonare è una resa necessaria per approdare alla serenità.Nelle nostre vite ci sarà sempre un momento in cui questo concetto ci apparirà, il perdono vuol dire cessazione delle ostilità ,sembra facile a portato di mano ma è un terreno profondo, scosceso che ci porta in fondo e solo quando si arriva alla fine, si capisce che per risalire  l’unica cosa che serve  è il perdono…dopo è un respirare con calma a lungo  e  felice.
Essere ricettivi, apprendere e lasciarsi guidare….ecco il viaggio del cuore in ISRAELE è lasciarsi trasportare, intercetteremo  in molti luoghi il passaggio dell’Altissimo, non dovremmo domandarci nulla,solo aspettare che i pensieri e le idee affiorino….lasciare fare, per chi come me ha la mania del controllo, direi che è un ottima prova.
Apparentemente quieta, dentro di me sento domande, pensieri veloci, input siamo in troppi… Castaneda li avrebbe definiti diversamente, io avverto solo i campi energetici degli altri e i loro pensieri, le loro aspettative…Auspico la meditazione zen, la capacità di fare il vuoto interiore, mi eserciterò…per lasciarmi andare anche io devo cambiare, mollare gli ormeggi…mi perdo,mentre immagino di fissare un giardino di ghiaia zen….
Ore 13.50 ARRIVATI  a Tel Aviv, bagagli raccolti con facilità, passati vari controlli elettronici di sicurezza, ci accoglie Eli il nostro autista  insieme al pulmino con il prezioso  wi-fi e la nostra straordinaria guida Angela Polacco,penso subito che il nome non sia casuale, ringrazio mentalmente le Guide angeliche e poi  vengo rapita dall’ ascolto di questa formidabile donna, un concentrato di vitalità ,passione, sapere storico, archeologico, di costume, di ricordi.. attraverso le sue descrizioni tutto brilla di una luce diversa, la storia si anima e ritorna reale nel presente.Comprendo subito che averla con noi è una fortuna.
TEL AVIV o collina di primavera è la città dell’ATTESA,
forse perché è la prima cosa che vedo in terra d’ISRAELE, forse perché mi sono svegliata alle 4 di notte, ma sono confusa come Alice nel paese delle meraviglie o come “Lucy in the sky with dimond “avvolta da un calendoscopico affacciarsi di immagini, quartieri, mondi …arrampicata sul Tel-altura guardo dall’ alto, lo svolgersi in basso della città che non a caso collega cielo e mare…
Città dell’attesa, perché pur essendo a soli 40 km da Gerusalemme ama vivere di notte, preferisce il divertimento, l’imprenditoria, il successo economico, da un lato in continua trasformazione è un cantiere che sta cambiando il suo volto  dopo solo 100 anni, dall’ altra trascurate case arabe ad un passo dalla decadenza, estranee ma inserite in una città che si sta rimodellando.
Tutto infatti è nato qui, quando 100 anni fa i primi coloni, in mezzo ad una terra polverosa e desertica ,estraevano a sorte tra di loro gli appezzamenti di terra comprati……ora è una città con molte anime e vari volti , come succede in Israele è un esempio di equilibrio, perché in poco spazio riescono a convivere più etnie e diverse esigenze .
TEL AVIV è’ una città popolata da molti giovani, nel 2009 ha celebrato il primo secolo di vita, la sera ricorda  New York trasformandosi con i suoi sfavillanti  grattaceli luminosi, che lambiscono la spiaggia, sprizzando voglia di vivere, di cenare,  di essere allegri, ascoltando musica, seduti nei caffè, ristoranti o negli esclusivi hotel.Qui la sera la gente non va a dormire presto come a Gerusalemme, città storica e spirituale, qui si cerca la movida e in pochi passi si può passare  verso est dalla vecchia città di Jaffa, presidio storico importante  che ha dato i natali a Tel Aviv, le strade lastricate di antiche pietre riportano  al sapore millenario del passato, che la vitale Tel Aviv non ha del tutto nascosto. Ritroveremo continuamente l’elemento pietra nelle costruzioni.
Di giorno il quartiere di Neve Tzedek lungo il  mare è l’ideale per fare  lunghe passeggiare ,incontro molte persone che lo fanno con il  proprio cane, penso ai miei che gradirebbero. La spiaggia è attrezzata ti invoglia a fare ginnastica oppure a sederti e rilassarti ,osservando la costa che si allunga sul mare con un fluire di città e di paesi.  A pochi isolati dalla spiaggia si trova il grande e vivace Mercato di Carmel che ti stordisce in un esplosione di frutta, verdura, sapori e odori che legano l’oriente con l’occidente.
Nella zona di Nachlat Binyamin, incontri l’artigianato locale fino a sbucare sull’elegante boulevard Rothschild, con  palazzi e locali importanti fino ad arrivare  al  teatro nazionale di  Habima.
C’è anche l’Auditorium Mann che è la sede della orchestra filarmonica di Israele, inizialmente formata da Arturo Toscanini, che gratuitamente accettò di  venire  a Tel Aviv per dirigere tutti i primi solisti europei, i quali  per la sola colpa di essere ebrei, furono espulsi dalle varie filarmoniche ed orchestre europee, con la proibizione ed esibirsi da vivo. Stoltezza e violenza reiterate anche nell’Arte.Per fortuna molti musicisti  emigrarono a Tel Aviv , ripresero a fare musica non più come solisti ma come un ensamble, permettendo al loro genio e talento di continuare ad esprimersi.
Il mio cuore viene subito  catturato dallo stile Bauhaus in  Bialik street, ecco gli edifici che regalano alla città il soprannome di White City, la maggior parte  delle case sono appunto candide.
Negli anni ’20 e ’30 un gran numero di architetti ebrei, che avevano studiato in Europa, decisero di mettersi al sicuro trasferendosi  a Tel Aviv, qui continuarono la loro  sperimentazione, ricreando la cultura già espressa in molte delle strade europee e trasportando lo stile architettonico modernista. Nasce una contaminazione particolare e  bella con circa 4000 palazzi, caratterizzata da linee simmetriche che esprimono armonia, funzionalità e semplicità. I loro balconi, i pilastri, i tetti piani e le finestre a fessura diventano  il marchio di Tel Aviv. Penso a mio padre, l’Architetto Marcello (in Israele penserò spesso a lui, molte delle costruzioni che ho visto le avrebbe apprezzate moltissimo ) a lui questa parte della città sarebbe piaciuta, proprio ora lo sento dietro di me sussurrare un:“ soluzione interessante”…Lo diceva spesso, quando andavamo in giro insieme, era sempre con lo sguardo sollevato a guardare palazzi e strutture, attento a riconoscere se qualcosa  era meritevole, oppure indignandosi di fronte alla banalità e al non gusto, bollando l’edificio con una disgustata dicitura. Sorrido e mi commuovo un po’ mentre osservo questo quartiere, in continuo restauro, come sia il cuore della città, anche per gli avvenimenti accaduti.
Frastornati dal molto visto e dal vissuto, facciamo un ottima cena di gruppo, insieme brindiamo “Lechaim” alla vita, che in ebraico è sempre plurale quindi“ alle vite”, mangiando humus di ceci e tante verdure. Tutti ringraziamo per questo ottimo inizio e cominciamo ad essere già gruppo, condividere un esperienza ti connette.
 23 ottobre   Tel Aviv nell’museo dell’ INDIPENDECE HALL  il tempo si ferma, ti sembra di spiare la Storia, che prende forma attraverso il racconto evocativo di Angela e i filmati storici che si proiettano. Qui Ben Gurion il 14 maggio del 1948  dichiarò la nascita dello stato d’Israele,
quello stesso stato agognato e sognato già dai primi del secolo, quando furono acquistarono i primi lotti di terreno desertico, che i coloni coltivarono  rendendo fertile la sabbia, mentre la visione di uno Stato  si faceva  strada nei loro cuori, previdero  un piano regolatore che sviluppasse la città, costruendo abitazioni, biblioteche, università, banche, auditorium e tutto ciò che contribuisse alla crescita della futura nazione d’Israele.
Dove ti siedi nell’ INDIPENDECE HALL, sei certo che qui è stato celebrata la storia, giri lo sguardo e vedi che  la sala, i microfoni, la bandiera sono gli stessi utilizzati in “quel giorno” del 1948, quando dopo l’orrore dell’olocausto finalmente agli ebrei fu sancito e riconosciuto il diritto ad avere una  loro nazione e venne dichiarato lo Stato di ISRAELE. Gli ebrei ebbero finalmente una patria, anche se la strada per mantenerla in pace e in sicurezza è un discorso lungo e laborioso, che passerà attraverso gli accordi di Camp David del 1967 e che ancora richiede attenzione.
Ci allontaniamo facendo una breve sosta in un curato shopping center, inserito in una struttura che con notevole design ingloba  un mercato coperto con preziose botteghe di frutta secca, formaggi, centrifughe di frutta e verdure,  arricchite da un armonico giardino, con specchi d’acqua e fiori di loto.La prossima meta sarà Cesarea Marittima per puntare poi verso l’altopiano del Golan, salendo al nord sul  monte HERMON.


Il viaggio continua / segue           

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