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“Cesarea  la grandezza, Il monte Hermon  il misticismo e l’alleanza ,Le cascate di Banias  la rigenerazione ” di M.Morra

“Cesarea  la grandezza, Il monte Hermon  il misticismo e l’alleanza ,Le cascate di Banias  la rigenerazione ” di M.Morra

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Seconda Parte / segue “Israele il Viaggio nel cuore” 


Cesarea Marittima si trova  sulla costa, fondata inizialmente dai Fenici fu ricostruita e progettata dal  Re Erode il Grande , la chiamò in questo modo per celebrare da una parte l’Imperatore romano Cesare Augusto, dall’altra per lasciare al mondo una sua impronte, rivelando l’inquietante culto della personalità che lo possedeva. Cesarea città portuale, era anche la sede della dimora del procuratore e governatore romano, fu fondata tra il 25 e il 13 A.C. sulla costa mediterranea nel regno di Giudea. Nel 6 D.C. divenne la capitale politica e militare della provincia romana  in seguito l’imperatore Adriano nel 135 D.C per schiacciare la religione ebraica e far dimenticare le origini giudaiche, nominò la regione  Syria Palestina , dislocando ovunque  simboli degli dei pagani, per tentare di cancellare l’unico vero Dio  e indurre un altro credo religioso.

Cesarea Marittima aveva un porto molto grande, con un molo che permetteva  gli attracchi da sud e da ovest. Sul porto in posizione sopraelevata ben visibile dal mare, si ergeva il tempio di Augusto e c’era anche un anfiteatro.Il teatro era molto importante per la vita della città, proprio qui  è stata rinvenuta un iscrizione intitolata a Ponzio Pilato, un  ulteriore testimonianza  sull’ effettiva esistenza di questa figura.
Strategico era il doppio acquedotto , che portava l’acqua in città dalle sorgenti del del Monte Carmelo,di cui sono ancora visibili  i ruderi come  ben descritto da Giuseppe Flavio ,scrittore romano di origini giudaiche  al seguito dell’imperatore  Tiberio ,nei suoi libri “Guerra giudaica e Antichità giudaiche”. La città era ricca, grazie agli scambi commerciali  e  alle popolazioni e diverse culture che l‘abitavano, ebrei, greci, romani  e samaritani.

Cesarea divenne il centro della cristianità in Israele, dopo che la rivolta del condottiero giudaico Simon Bar KoKheba contro i romani fallì ,fu ucciso nel 135 e la città di Gerusalemme completamente distrutta.
La sua morte segnò la fine  della Giudea ,futura  nazione ebraica, che non si sarebbe più ricostituita  fino al 1948,con la dichiarazione della nascita dello Stato di Israele. Gli ultimi ebrei rimasti si dispersero definitivamente, alcuni in  piccole comunità vicino Gerusalemme mentre i Samaritani andarono a Sichem.
La città era dotata di due ippodromi, uno dei quali scoperto solo recentemente, si faceva  ammirare per  la sua grandezza anche da coloro che navigando per mare scorgevano il  maestoso profilo della città.
Dopo aver gironzolato ognuno seguendo i propri pensieri, sotto un sole forte, con un mare invitante che chiedeva di immergerti, facciamo un delizioso pranzo in un ristorantino dentro le rovine  sempre guardando il mare e sospirando,vorremmo rimanere li fermi e perderci dentro  le sue lievi onde.Recuperiamo le forze e con un po’ di apprensione cerchiamo un paio di compagni di viaggio, che per motivi diversi ,seguendo i loro pensieri ,si sono notevolmente allontanati direi quasi persi,ma Angela la nostra infaticabile guida li scova e li rimette in carreggiata nel nostro piccolo gruppetto di viandanti. Finalmente il pulmino può rimettersi in moto e ci allontaniamo dalle manie di grandezza di Erode,puntando verso il nord del paese che  confine a sinistra con il Libano e a nord con la Siria.

Arriviamo  sul monte HERMON in serata,
il panorama è cambiato siamo in  montagna, la temperatura non è più estiva ,serve una felpa ed una giacca, dormiamo coperti da piumoni in minuscoli  graziosi chalet in legno con il tetto spiovente, sembra di essere nel Tirolo.
Dopo una buona cena con immancabile Humus di ceci ed un ottimo vino rosso fruttato del Golan, che consiglio e che mi fa pensare ai nostri novelli del Trentino, ci ritiriamo in camera cadendo letteralmente nei nostri soffici  letti.
Sprofondo subito  in un sonno ristoratore, mentre alcuni nostri compagni di viaggio asseriscono di aver sentito, da qualche parte nella notte dei lupi ululare, per fortuna lontano.

24 OTTOBRE Monte Hermon L’INCONTRO

Il monte Hermon compare in molti libri biblici e non,questa  montagna era  la frontiera nord della Terra Promessa ed era anche il limite nord della conquista.
E’ decisamente un punto di riferimento.
Nel Libro delle Cronache si narra che proprio  sul monte Hermon e nel vicino altipiano di Bansan, si stabilirono metà della tribù di Manasse con i casati di Efer, Isèi, Elièl, Azrièl, Geremia, Odavìa e Iacdièl.

Nel Libro di Enoch ,oggi proibito e segreto, indica il monte Hermon come  il luogo dove gli Angeli Grigori detti per questo “osservatori” o meglio ” Vigilanti “scesero sulla  Terra, giurando di unirsi alle donne della terra per  procreare i Nefilim i giganti (Enoch 6). Questo giuramento è ricordato in qualche modo da un’iscrizione posta sui resti di un antico tempio sulla sommità dell’ Hermon, detto Qasr Antar, documentato da Sir C. Warren nel 1869.
Nel Nuovo Testamento o Vangeli si raccontano come Gesù  e i suoi apostoli si misero in viaggio da Tiberiade in Galilea verso nord,giunti  sulle pendici del Monte Hermon, il Maestro rivelò loro il proposito di fondare la sua Chiesa e  il suo Mistero,morire e risorgere dopo tre giorni.
Il monte Hermon viene considerato come un possibile luogo della Trasfigurazione, Gesù  venne qui per ritirarsi e pregare con  Pietro, Giacomo e Giovanni, sotto i  loro occhi si  trasfigurò divenendo di un bianco splendente e subito dopo ecco apparire  Mosè ed Elia con cui iniziò aconversare,suscitando  timore ed incertezza nei  discepoli,che si trasformò in paura quando una voce dal cielo esclamò: «Questo e il mio Figlio prediletto ,nel quale mi compiaccio. Ascoltatelo”.
Scegliendo Pietro, Giacomo e Giovanni per accompagnarlo sulla cima del Monte Hermon, Gesù sapeva di scegliere dei fidati  testimoni per qualcosa di straordinario, come racconta Pietro nei suoi scritti :” vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo …perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà. Egli, infatti, ricevette da Dio Padre onore e gloria quando la voce giunta a lui dalla magnifica gloria gli disse: «Questi è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto». E noi l’abbiamo udita questa voce che veniva dal cielo, quando eravamo con lui sul monte santo.” ( Pietro 1.16-18)

Nel Salmo 133 troviamo il perché della scelta del monte Hermon citato nell’Antico Testamento:
Ecco quant’è buono e quant’è piacevole che i fratelli vivano insieme!
….È come la rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion; là infatti il SIGNORE ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno
.”

Scegliendo il Monte Hermon, Gesù riprende e dona ai suoi discepoli un legame con la Tradizione delle antiche scritture , come nel Salmo Profetico, ripropone in quel luogo un Unione di alleanza e pace con Dio.
“E’ come la rugiada dell’Ermon…” La rugiada del Monte Hermon sono le tre fonti d’acqua, che formano i tre fiumi, che si uniscono e formano il Fiume Giordano,così come sono in 3 Gesù e i  2 Profeti , che insieme  trasmettono fede, sapienza divina e continuità con la Tradizione.
La trasfigurazione di Gesù, che si festeggia il 6 Agosto, in questo Monte è dunque legata a quella dei Padri, rivelando  ancora una volta le tracce di unione tra antico e nuovo Testamento.
Il Monte Hermon è un Santuario invisibile agli occhi degli impuri ma visibile solo agli scelti, per la sua grandezza spirituale il Signore lo scelse tra tutti gli altri, per ordinare l’investitura di Gesù come suo Figlio Prediletto.

L’ Hermon attualmente è responsabile della fornitura di acqua in tutto Israele.
L’acqua è vita, senza di lei è impossibile l’esistenza, dunque l’Hermon rappresenta l’essenza della vita .

Altra caratteristica di questa regione, sono le comunità Druse  che qui si sono stabilite.
i Drusi non sono ebrei, praticano una forma di Islam e parlano arabo ma sono perfettamente integrati nella vita israeliana.
Spesso gestiscono strutture alberghiere e agricole, sono molto ospitali ,propongono dei servizi con un  ottimo rapporto qualità e prezzo.
La minoranza Drusa ha molto rispetto nei confronti dello Stato d’Israele, sono stati da sempre  fedeli alleati, partecipano a tutti i livelli di responsabilità nella vita sociale del paese, volontariamente  svolgono il servizio militare , rifiutando di essere identificati con gli Arabi, di cui dicono che hanno  in comune   solo la lingua.

Ci fermiamo a prendere un caffè in alto sul monte,in un piccolo bar sperduto tra le nuvole, ma prima saliamo sulla cima della montagna ,chiedo guardando  in basso quale  sia la linea di confine con la Siria, mi rispondono: “ Fino a dove vedi  verde e coltivato, quella  è  ancora terra d’Israele dopo, dove tutto è brullo,quella  è Siria..”
Mentre il mio sguardo spazia odo incessantemente sparare  il rombo delle cannonate, inesorabile ogni 5 minuti,  mi spiegano che nonostante siamo distanti circa 60 km dalla guerra, noi sentiamo  distintamente l’infuriare degli spari  ….mi sento molto triste  ed inquieta, sono li al sicuro a rimirare i cieli , a dialogare con Dio, mentre da qualche parte poco più in la qualcuno morirà, i palazzi crolleranno ,la paura paralizzerà la gente e la speranza scivolerà via  dalle dita dei propri cari ,magari un bimbo, che ognuno perderà per sempre…. per me che non ho fatto la guerra, questi spari lontano sono spaventosi,mi entrano nella carne,mi scuotono, sarà il ricordo più vivido che mi porterò dietro …e  di nuovo prego il Dio dei Cieli affinché ci sia tregua, che tutto abbia termine e pronuncio ad alta  voce :“shalom, shalom ,shalom”, tre volte come vuole la tradizione affinché  l’accordo sia sancito.

Il nostro pulmino si rimette in moto e punta verso la riserva naturale di Banias, sempre sull’ altopiano del Golan ,un paradiso terrestre con una  fitta vegetazione, erbe officinali, querce, lauri, faggi, fiumi e cascate e ancora cascate, in un tripudio di acque pure e assolutamente protette e vigilate.Tutto contribuisce a rigenerare,a celebrare la vita mentre la natura circostante risponde gioiosamente rigogliosa.
L’acqua che straordinaria espressione di serenità,di fluire,di progredire dunque di vita.
Delle grassottelle Procavie, sembrano un po’ le nostre nutrie, sbucano  incuranti  e si posano su di un masso vicino al fiume ,non hanno paura della  nostra presenza ,si scaldano al sole, perché quello è il loro posto ,non il nostro  .

La vita come  il  viaggio continua verso la tranquilla e importante Galilea ,la culla dove tutto iniziò….

Marina Morra


Fine seconda parte / continua  “Israele il viaggio nel Cuore”  

 

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