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I TULIPANI

I TULIPANI

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Eccomi di nuovo, dopo un periodo di letargo. Le riflessioni e le trasformazioni percettive indotte da questo tempo ritrovato riaccendono in me l’attenzione per le riflessioni, per approfondire  cose interessanti o quelle semplicemente belle e in sintonia con la mia anima e  la sua crescita.

Il tulipano un fiore abbastanza comune, molto amato, con una lunga storia e tante curiosità delle quali voglio farvi partecipi.
I tulipani mi ricordano la cucina della mia infanzia, dove faceva bella mostra un tris di piatti di ceramica, decorati con mazzi di fiori in cui i tulipani dominavano la scena. Appesi alla parete costituivano il vanto della mia mamma, che con grande fatica era riuscita ad acquistarli e a metterli in bella vista in quell’ambiente in cui si svolgeva gran parte della vita quotidiana.
Durante tutta la mia adolescenza si sono succedute alcune immagini di tulipani  soprattutto quelle contenute in riproduzioni di vasi fiamminghi della scuola di Brughel. Focalizzando i miei ricordi sui tulipani non posso non ricordare l’immancabile rito di piantare in autunno i bulbi in vaso. Sempre a proposito di bulbi ricordo quando tornando dall’Olanda riempii di tulipani l’intero bagagliaio e li regalai come souvenir.
E per voi cosa rappresentano i tulipani?

TULIPANO: STORIA

Il tulipano è un fiore appartenente al genere Tulipa, della famiglia delle Liliaceae, si tratta di una bulbosa perenne, originaria dell’Asia centrale, che include oltre ottanta specie. Esistono tulipani selvatici che si sono diffusi ovunque, dalla Spagna alla Russia, mentre la loro coltivazione come piante ornamentali ha preso avvio intorno all’XI secolo in Medio Oriente.

Si racconta che nel 1554 il tulipano dalla Turchia, di Solimano il Magnifico, arrivò in Europa, tuttavia la prima testimonianza documentale risale al 1559 quando il botanico e medico svizzero Conrad Gessner descrisse e rappresentò nel suo libro Bibliotheca Universalis un esemplare di tulipano che aveva  visto  nel giardino di un magistrato in Baviera (vedi immagine al lato)

Nel 1593 il botanico Charles de Lecluse, che da tempo studiava i tulipani, venne chiamato, in Olanda, a collaborare con l’Università di Leida  per allestire un orto botanico. Fu così che vennero sviluppate diverse varietà di tulipani dando origine a una moltitudine di forme e colori. Questo diede un notevole impulso nei Paesi Bassi alla coltivazione estensiva e la nazione fece di questo elegante fiore uno status symbol.

Il nome del fiore, in quanto proveniente dall’impero Ottomano, derivava dal turco tülbend, cioè turbante, molto probabilmente a causa della sua caratteristica forma. Il termine si trasformò poi in latino tulipa, nel francese tulipe tulipan, da cui tullipano e poi tulipano in italiano.

Il tulipano è citato nei racconti di Le mille e una notte (*) come simbolo d’amore. I tulipani, infatti, erano usati come decorazioni per le cerimonie ed erano coltivati nei giardini degli harem; qui le donne attendevano con ansia che il loro signore scegliesse la dama con cui trascorrere la notte, gettandole ai piedi un tulipano rosso.

Sicuramente più romantica l’antica leggenda persiana che racconta di un giovane scultore, di nome Farhad, che s’innamorò di Shirin, una principessa armena. Un giorno, il re di Persia, che pure amava Shirin, fece dare a Farhad la falsa notizia che la ragazza era morta. Travolto da un dolore insopportabile, il giovane montò sul suo cavallo preferito e si lanciò al galoppo giù da un dirupo roccioso, ponendo così fine alla sua vita. Ma da ogni goccia di sangue che cadde sul terreno, nacque un tulipano scarlatto, simbolo del suo amore perfetto. Da qui, il tulipano rosso divenne simbolo dell’amore appassionato.

Dal punto di vista simbolico il tulipano è molto ricco di significati, ad esempio in Turchia significa bellezza femminile, perfezione e addirittura paradiso; è considerato, inoltre, un potente talismano per la protezione dal male.

Nella lingua turca la parola tulipano assume un particolare valore spirituale poiché indicata con il termine  lâle, parola che scritta in arabo ha gli stessi caratteri della parola Allah, e anche nella numerologia islamica lâle ha lo stesso valore di Allah.  Il tulipano appare anche nell’emblema della Repubblica islamica dell’Iran, dove quattro lune crescenti insieme alla spada centrale formano la figura di un tulipano, per ricordare la leggenda secondo cui un tulipano cresce ogni volta che muore un martire.

Tuttora la fama e l’interesse per il tulipano non accennano a diminuire tanto che a  questo fiore, addirittura, è stata dedicata una giornata di festa internazionale, quella del 16 gennaio. Il tulipano rappresenta un fiore molto ammirato e coltivato soprattutto in Olanda ma in realtà da Bruxelles a Pechino, da Ottawa a Canberra ogni anno si tengono importanti festival del tulipano.

La più vasta collezione al mondo di piante da bulbo è costituita dall’Hortus Bulborum creato nel 1928, a Limmen in Olanda, da un appassionato coltivatore locale, il quale accortosi che alcune varietà di tulipani stavano estinguendosi, acquistò un ettaro di terreno per trapiantarvi tutti i bulbi possibili. Oggi quest’orto, oltre a preservare la biodiversità, racchiude nelle sue aiuole tutta la storia delle piante da bulbo olandesi e custodisce 2.500 varietà di tulipani.

Altro luogo degno di grande interesse è il visitatissimo Parco floreale di Keukenhof, il giardino più fotografato al mondo che, con i suoi quindici chilometri di sentieri, custodisce ben 4 milioni e mezzo di tulipani.

In Italia particolarmente interessante la presenza di imponenti coltivazioni presso il Parco Giardino di Sigurtà, a Valeggio sul Mincio, che nel 2019 ha vinto il premio mondiale World Tulip Award.
Da segnalare il Castello di Pralormo, in provincia di Torino, che con l’edizione di Messer Tulipano offre una meravigliosa opportunità per ammirare i tulipani nel sontuoso parco all’inglese progettato nel XIX secolo dal paesaggista di corte Xavier Kurten. Molto suggestivi i giardini di Villa Taranto a Verbania, sul lago Maggiore, dove è presente una fioritura di oltre 25.000 tulipani mentre quella di una varietà spontanea da sottobosco è possibile ammirarla nel giardino della storica dimora sabauda il Castello di Govone (CN).
La celebre raccolta di novelle orientali “Mille e una notte” è stata costituita a partire dal X secolo, di varia ambientazione storico-geografica e composta da differenti autori. La raccolta è incentrata sul re persiano Shahriyar che, essendo stato tradito da una delle sue mogli, uccideva sistematicamente tutte le sue spose al termine della prima notte di nozze. Un giorno Shahrazad, figlia maggiore del Gran visir, decise di offrirsi volontariamente come sposa al suo sovrano, avendo escogitato un piano per placare l’ira dell’uomo contro il genere femminile. Così la bella e intelligente ragazza, per far cessare l’eccidio e non essere lei stessa uccisa, attuò il suo piano. Ogni sera raccontava al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Andò avanti, così, per “mille e una notte”; e alla fine il re, innamoratosi di lei, le rese salva la vita.

Giardini botanici dedicati ai tulipani da   visitare,quantomeno, virtualmente:
https://hortus-bulborum.nl/  dove sono coltivate le varietà più antiche che risalgono al XVI secolo come i leggendari tulipani “Duc van Tol, Red and Yellow” del 1595, il “Summer clean” del 1620 o il tulipano pappagallo del  1750.

https://www.holland.com/it/turismo/attivita/eventi/keukenhof-34.htm

https://www.sigurta.it/

https://www.grandigiardini.it/giardini-scheda.php?id=16

https://www.villataranto.it/

https://www.castellorealedigovone.it/

 

RICETTE CON I TULIPANI 

Potreste sorprendete gli ospiti con petali di tulipano fritto da servire come antipasto, oppure usarlo in una insalata, in una macedonia o semplicemente per decorare un risotto. Non usate i fiori che si acquistano presso i fioristi, o i vivai, poichè pensati per uso decorativo vengono trattati con sostanze non idonee ad essere ingerite. Usate solo i fiori da voi coltivati in modo biologico o quelli adatti all’uso alimentare.
Frittura di tulipani
Ricetta 1 – Creare una pastella da frittura con acqua frizzante e farina, immergere i petali con molta delicatezza, friggere in abbondante olio bollente, far asciugare velocemente su carta, salare e servire immediatamente.
Ricetta 2 (per 4 persone)  – Lavorare in una ciotola 200 g di farina, 2 tuorli e un pizzico di sale. Aggiungere, a filo, mezzo bicchiere di birra chiara e mescolare con cura. Unire un cucchiaio di prezzemolo, tritato finemente, e due cucchiai di parmigiano grattugiato. Lasciar riposare la pastella per un paio d’ore. Staccare dai tulipani 20 petali. Montare a neve i due albumi, salarli leggermente e incorporarli alla pastella delicatamente. Immergervi i petali e friggerli in abbondante olio bollente. Servire caldi con una spolverata di pepe nero macinato al momento.
Macedonia e tulipani
Sbucciare un melone e con l’apposito utensile ricavare dalla polpa tante palline e metterle in una terrina. Aggiungere il succo di un’arancia e pezzetti della polpa di un pompelmo rosa. Versare due cucchiai di vodka e quattro di zucchero. Mescolare bene, quindi riporre la ciotola, coperta, in frigorifero per qualche ora. Al momento di portare in tavola, cospargere la macedonia con otto amaretti sbriciolati e una manciata di petali di tulipano di colore assortito e spezzettati con le mani. Servire senza mescolare.
TULIPANI E RELIGIONE

 

Esiste un rapporto molto stretto tra tulipani e calvinismo. Infatti il termine TULIP è un acronimo, che significa “tulipano”,  sta ad indicare, sinteticamente, i cinque elementi fondamentali sui quali si basa la dottrina della giustificazione per grazia mediante la fede di marca autenticamente protestante.  I Cinque Punti del Calvinismo furono formulati per la prima volta nel 1619, nei Canoni delle Decisioni del Sinodo di Dordt in Olanda, nell’ambito della controversia con i Rimostranti Arminiani.

TULIPOMANIA                               
La coltivazione in modo estensivo nei Paesi Bassi iniziò intorno al 1593  dando origine a una moltitudine di forme e colori che  fece di questo elegante fiore uno status symbol della nazione. Rapidamente le varietà meno comuni  vennero considerate come merce di lusso, altamente desiderate presso la borghesia e i ricchi mercanti, si parlò, così,  di mania dei tulipani o di tulipomania. Le dame parigine li sfoggiavano nelle scollature, come gioielli preziosi. Bastava un solo bulbo raro a fornire la dote per una giovane ragazza  e per questo soprannominato mariage de ma fille, ovvero “matrimonio di mia figlia”. Nel 1620, il tulipano era di gran lunga il fiore più di moda in Olanda,  tra i benestanti si scatenò una maniacale competizione, volta ad assicurarsi, a qualunque prezzo, gli esemplari più rari, più belli o bizzarri. L’offerta delle varietà più richieste era molto limitata e, così, i prezzi lievitarono alla follia. Un bulbo molto pregiato poteva avere il valore di una casa! Uno dei fattori che stimolò la febbre dei tulipani fu l’effetto sorpresa: dal tipo di bulbo piantato non era facile prevedere forma o colore del fiore, talvolta il tulipano presentava meravigliose screziature. Solo molto tempo dopo si scoprì che l’artefice delle incredibili e apprezzate striature, a forma di piuma o di fiamma, erano causate da un  virus (Tulip Breaking Virus) e che di lì a poco avrebbe distrutto la pianta. La domanda di nuovi fiori superò ben presto la loro offerta, a causa del lento ciclo riproduttivo del tulipano, cosicché i prezzi delle specie più ricercate subirono delle continue spinte al rialzo. All’epoca si arrivò a considerare il bulbo del tulipano come un solido investimento, in quanto rappresentava un concentrato di fiori futuri; venne quindi utilizzato come un’embrionale forma di future sul tulipano. In altre parole, si negoziavano i “diritti sul bulbo” pagando subito solo un acconto del prezzo finale e corrispondendo il saldo alla consegna del bulbo fiorito, dando luogo a quel fenomeno che venne chiamato il commercio al vento, poiché lo scambio reale era di fatto differito ad una data futura identificata nel contratto. In realtà, dato che la consegna materiale avveniva a distanza di mesi, gli stessi contratti furono oggetto di negoziazione tra i fioristi-commercianti. Si creò, così, una lunga catena d’impegni che legava insieme tutti i partecipanti, con il rischio che l’inadempimento dell’ultimo acquirente creasse un effetto-domino sui precedenti acquirenti-debitori. I collegi dei commercianti, infatti, non controllavano la solvibilità degli acquirenti, né che i venditori possedessero i bulbi di tulipanoche s’impegnavano a cedere.
A partire dal 1635 anche i fioristi-commercianti delle classi meno abbienti iniziarono a partecipare, in modo sistematico e organizzato, alle transazioni sui bulbi di tulipano delle  specie più comuni e quindi meno care. La gente scommetteva sui prezzi, imprevedibili come quelli delle attuali Borse, o sul colore, guadagnando, o perdendo, ingenti fortune. Le aspettative di facile guadagno, nonché l’avidità e la cecità collettiva alimentarono la continua crescita dei prezzi. I prezzi ben presto ebbero un andamento del tutto slegato dalla realtà dando luogo ad una vera e propria “bolla”. Si arrivò addirittura a vendere immobili per poter acquistare i diritti sui bulbi più grandi e pregiati. Fu così che nel febbraio del 1637 un crollo dei prezzi che provocò pesanti perdite, si trattava della cosiddetta bolla dei tulipani, cioè della prima crisi finanziaria della storia del capitalismo.  La bolla dei tulipani culminò nella famosa asta di Alkmaar del 5 febbraio 1637, in cui centinaia di lotti di bulbi furono venduti per un ammontare monetario di 90.000 fiorini (l’equivalente di circa 5 milioni di euro), ossia ciascun bulbo venduto al prezzo medio pari al reddito di oltre un anno e mezzo di un artigiano dell’epoca. Nei giorni immediatamente successivi, la febbre dei tulipani si tramutò all’improvviso in panico: fu sufficiente che ad Haarlem un’asta di bulbi andasse deserta per provocare il panico incontrollato e far precipitare i prezzi di mercato in tutto il paese. Nonostante gli sforzi degli operatori, la domanda per le varietà considerate attraenti divenne insufficiente a sostenere le forti richieste di vendite: il mercato dei tulipani crollò del tutto e le negoziazioni s’interruppero.

 

TULIPANI E CINEMA                                           

Pane e tulipani è un film del 2000 diretto da Silvio Soldini, vincitore di numerosi riconoscimenti. Narra la storia di una casalinga depressa e trascurata viene dimenticata all’autogrill che così coglie la possibilità di staccarsi da famiglia e doveri e inizia a godersi la vita lavorando in un negozio di fiori a Venezia.
La ragazza dei tulipani con la regia di Justin Chadwick è un film del 2017 che racconta la storia della giovane moglie di Cornelis Sandvoort, un importante commerciante di Amsterdam. Ambientato nel 1636 descrive l’intensa relazione d’amore adultera tra la giovane Sophia e l’artista Jan Van Loos, una storia passionale che prende vita in un particolare periodo storico della società olandese.Sandra Ianni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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