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La sublime terapia dei colori – Dinshah P. Ghadiali e lo Spectro-Chrome

La sublime terapia dei colori – Dinshah P. Ghadiali e lo Spectro-Chrome

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Come avete potuto leggere nella La sublime terapia dei colori. I colori nella storia” sin dall’antichità, al colore sono state attribuite proprietà terapeutiche.

Oggi vi parlerò di un eccentrico personaggio che agli inizi del 1920, in America, fece del colore una terapia e grazie ad un macchinario da lui inventato, lo Spectro-chrome, diventò milionario costruendo un grande “business”.

Ma andiamo con ordine: il concetto di terapia del colore ha subito negli anni alti e bassi, a volte considerata una mera moda intellettuale a volte strettamente legata alla medicina. Da cosa nacque e come si sperimentò, in Occidente, l’idea che il colore potesse guarire? Le teorie sul colore hanno preso corpo a iniziare dall’alchimia fino ad arrivare alla medicina. Il primo a identificare lo squilibrio dell’essere umano attraverso i quattro umori fu Ippocrate classificando attraverso il colore, le quattro tipologie di malati: flemmatici, i sanguigni, i collerici, i melanconici. Nel Quattrocento, in un anonimo trattato sulle urine vengono menzionate le tipologie assegnando loro l’andamento delle tonalità di urina, dal chiaro (indicativo di un temperamento flemmatico) al nero (malinconico) per passare ad una serie di ocra e gialli (colleriche) e rosse sanguigne (sanguigne). Nel mondo della natura le pozioni e le erbe furono spesso scelte dai medici e dai farmacisti in base al colore per armonizzare e bilanciare il paziente. Anche Goethe nel 1810 sviluppò il rapporto tra colore e medicina ippocratica nella sua opera la Teoria dei colori.  Ma solo verso la fine del 1800 si comincia a parlare dell’uso terapeutico della luce artificiale ottenuta con la corrente elettrica (fototerapia) è in quel momento che gli scienziati e psicologi iniziano a sperimentare il colore come terapia (cromoterapia). Già agli inizi degli anni ‘20 si potevano acquistare le lampade, Kromayer, Finsen, Bach, Alpine Sun, Helion, tutte le lampade ad arco voltaico o di quarzo dotate di schemi e filtri colorati per praticare bagni di luce, che consentivano l’uso terapico in dermatologia, ginecologia, otorinolaringoiatria, odontoiatria, oculistica, etc.
Con Dinshah Pestanji Ghadiali (1873-1966) si torna a parlare di colore come terapia per riequilibrare riequilibrare e curare l’essere umano a 360° .
Come promesso racconto  la storia di questo singolare e controverso personaggio, il colonnello indiano Dinshah Pestanji Framji Ghadiali (1873-1966). Pioniere del vegetarianismo e della cromoterapia che nel 1920 riuscì in un’impresa incredibile per l’epoca: vendere 100.000 macchine (la più costosa delle quali costava 750 dollari), curando moltissimi pazienti con lo Spettrocromo.

Ghadiali, si definiva metafisico e psicologo, laureato in medicina in India, la sua laurea non fu riconosciuta negli Stati Uniti. Nonostante ciò proseguì i suoi studi sul colore e sulla relazione di questo con le malattie, mettendo su un’impresa di produzione e distribuzione dell’apparecchio che lui chiamò Spectro-Chrome, un proiettore di colori in un contenitore di alluminio.
Gadhiali credeva che focalizzando un colore specifico su una specifica parte del corpo a un’ora esatta del giorno (elencando anche gli orari astrologici) si potesse curare quasi ogni malattia.  “Lo Spectro-Chrome – diceva Gadhiali – non è una lampada” è un sistema, una scienza nuova, originale e unica”.
I suoi protocolli e i suoi casi di guarigione attribuiti alle onde di colore in sintonia sono documentate nel suo manuale di istruzioni in tre volumi, The Spectro-Chrome Metry Encyclopaedia, in questa enciclopedia – diventato un classico di riferimento – Ghadiali affermava che il malessere dell’uomo derivava dalla mancanza o dall’eccessiva presenza nel corpo di determinati colori.  Con il suo dispositivo, dotato di una lampadina da 1.000 watt, un refrigeratore d’acqua e cinque vetrini combinati tra loro per un totale di dodici colori stimolava il corpo e le sue funzioni. Ad esempio, il verde veniva utilizzato per stimolare l’ipofisi, ma era un potente germicida e un costruttore di tessuto muscolare; il giallo era indicato per il sistema digestivo ma anche costruttore dei nervi e cosivia.

Non potendo esercitare la professione di medico in America conseguì la laurea in chiropratica e naturopatia. Nel 1919 divenne vice presidente della National Association of Drugless Practitioners e partecipò attivamente agli sforzi per far riconoscere al governo pratiche mediche alternative. Il colonnello curò per oltre trent’anni numerosi pazienti ma non trovò consensi in ambito scientifico anzi intorno agli anni ’40, dopo vent’anni di sperimentazioni e consensi, la Food and Drug Administration (FDA) iniziò a indagare su questo personaggio scomodo e milionario. Nel 1947 fu condannato a cessare la sua pratica di cromoterapia. I libri e i dispositivi invenduti furono distrutti e confiscati ai loro proprietari. Negli anni ’50 riprese la sua pratica di guarigione e operò in silenzio fino alla sua morte, avvenuta il 30 aprile 1966.
Suo figlio, H. Jay Dinshah, continua il lavoro di Ghadiali, ma si concentra sul veganesimo e vegetarianesimo. Dinshah ha fondato e dirige l’American Vegan Society.

Bianca Maria Vega Zaccheo

 

 

 

 

Bianca Maria Vega Zaccheo, Personal Coach Olistico, Operatore Olistico Professionista ad indirizzo Tecniche Quantistiche riconosciuto dall’Associazione Professionale UNI-PRO E SIAF disciplinato ai sensi della L.4/2013. Creatrice del per-corso di ri-equilibrio quantico HOLISTIC TOOLS. Consulente AURA-SOMA® n. 58168 e consulente di Cromopuntura con PENNA LUMINOSA® AURA-SOMA®, Omega Health Coach. Autrice del volume “Non è mai troppo tardi…per essere vincenti” Amazon, 2019 www.biancamariavega.weebly.com

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