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I CHAKRA

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Oggi vorrei parlare dei chakra che troviamo menzionati spesso in differenti tecniche energetiche e diverse applicazioni esoteriche.  Senza dilungarmi eccessivamente sulla loro origine e l’etimo che li accompagna, farò riferimento ad una visione delle filosofie orientali che più mi è vicina: la disciplina del Reiki che pratico e insegno da diversi anni. Il Reiki è un  metodo antico e articolato che convoglia l’Energia Cosmica Universale nel corpo fisico, mentale, spirituale e animico, di persone, animali, cose e situazioni.  Questa tecnica viene appresa in forma pratico-operativa e annette i chakra come parte fondante della branca didattica,  nonostante la loro introduzione risalga ad una epoca molto più moderna.  La parola indù chakra di derivazione sanscrita, viene tradotta come “disco girante” in riferimento ai vortici,  denominati anche cerchi , ruote o centri di Energia rotante che si trovano nel corpo umano. Come accennato prima essi in realtà non facevano parte degli insegnamenti originali del giapponese Reiki ma sono stati aggiunti ai vari stili nati in America nella metà degli anni ’80.

Vi sono opinioni discordanti sui loro usi, sul senso delle varie rotazioni e sui colori a loro attribuiti; alcune scuole non tradizionali indipendenti insegnano tecniche e significati diversi che riguardano questi centri in cui si concentra la forza vitale. Nei testi tradizionali si parla di 72.000 ma alcuni studiosi affermano che siano più di 88.000 i chakra attraverso cui le correnti vitali confluiscono e fluiscono in tutto l’organismo.

Ciò vuol dire che non esiste praticamente parte del corpo umano, sia pure infinitesimale, che non funga da organo sensorio per la ricezione, la trasformazione e la trasmissione di Energie. Il corpo come insegnano le antiche tradizioni Hindu, rappresenta una mappa della coscienza che usa il linguaggio dei chakra per studiare la consapevolezza nei vari stadi dove la nostra coscienza rappresenta tutto ciò che possiamo sperimentare nel corpo fisico: l’esperienza di essere un microcosmo nel macrocosmo.

I chrakra però non sono fisici. Sono aspetti appunto della coscienza così come lo sono le auree. Essi sono più densi della auree ma non tanto densi quanto il corpo fisico. Interagiscono con quest’ultimo attraverso due veicoli maggiori: il sistema endocrino e il sistema nervoso. Usualmente ne vengono identificati 7 collocati nel corpo , e ad ognuno di essi viene associata una delle sette ghiangole endocrine e un gruppo di nervi detto plesso.

Quindi, ogni chakra può essere associato con specifiche parti del corpo e particolari funzioni fisiologiche controllate dal plesso o dalla ghiandola endocrina associata a quel chakra. Tutto quello che sentiamo che percepiamo o verifichiamo, tutti i possibili stati di consapevolezza, ogni cosa che si può sperimentare può essere divisa in sette categorie e ciascuna di queste categorie è associata ad un chakra particolare.

Pertanto i chakra non rappresentano solo una parte del corpo fisico ma anche una specifica area della coscienza. Se abbiamo una tensione nella coscienza essa sarà avvertita nel chakra associato a quella specifica parte che sta esperimentando lo stress e quindi nelle parti del corpo fisico  relazionate a quel chakra.

La localizzazione della tensione dipende dalla causa dello stress. Quando c’è tensione in una particolare parte della coscienza e quindi nel chakra associato ad essa, la tensione è recepita dai nervi del plesso associato a tale chakra e poi trasmessa alle parti del corpo che esso controlla. Quando la tensione continua per un certo tempo o ha una particolare intensità, la persona crea il sintomo a livello fisico. Quando la persona cambia qualcosa nel suo modo di essere può rilasciare lo stress che ha creato il sintomo e ritornare al suo stato naturale di equilibrio e salute.

Per la maggior parte delle persone la destra è la parte yang la parte della volontà l’aspetto attivo, mentre la sinistra è la parte yin femminile il lato dei sentimenti o ricettivo. Per le persone nate mancine questa polarità è invertita. Quindi per una persona destrorsa la gamba destra può essere descritta come la gamba della volontà o la gamba maschile o il fondamento della sua volontà, mentre per un mancino sarà la gamba sinistra ad essere la gamba maschile o della volontà e così via. Di fatto, possiamo parlare del braccio della volontà, dell’occhio della volontà, della narice della volontà, etc. e a quale parte del corpo corrisponde dipende dal fatto che la persona sia nata destrorsa o mancina.

La maggior parte di questi cerchi sono estremamente piccoli e hanno ognuno un ruolo diverso nell’ambito del sistema energetico ma vi sono appunto 7 chakra principali che vengono considerati e studiati approfonditamente: 5 lungo la colonna vertebrale e 2 collocati nella testa.

Ogni chakra è energia che vibra ad una certa frequenza in una sequenza logica ed ordinata di sette vibrazioni. Se ci muoviamo verso l’alto gli elementi diventano sempre più sottili passando dai cinque elementi fisici – terra, acqua, fuoco, aria ed etere – fino agli elementi spirituali del suono interiore e della luce interiore. Gli elementi più pesanti sono in fondo, i più leggeri in cima. E’ una sequenza logica ed ordinata. Questi centri di Energia preparano il nostro Sé ad  attuare un vero e proprio cammino di consapevolezza vibratoria  viaggiando nella direzione ascendente in un percorso a stadi che reclama la nostra natura divina e predispone le migliori funzioni del corpo della mente e dello spirito grazie all’Energia Cosmica Divina presente in tutti gli esseri umani: la Kundalini. (Kundala significa corda in sanscrito ed indica la femmina del serpente).

La filosofia Yoga insegna che la Dea Serpente Kundalini  rappresenta la forza vitale evolutiva di ciascuno di noi che giace addormentata e arrotolata alla base della spina dorsale. Essa si desta dal suo sonno nella terra per procedere a onde danzando attraverso ciascun chakra, attraversandoli li anima e avvia le loro funzioni portando mente spirito e corpo in armonia. Attraverso l’asse centrale la “nadi”(il canale) del piccolo  AXIS MUNDIS, Sushumna,  scorre verticale nel centro di ciascuno di noi passando anche tra altre due “nadi” ai lati di essa: Ida e Pingala che si avvolgono intorno a Sushumna in forma elicoidale trasportando le polarità energetiche rispettivamente: femminile lunare (negativa/discendente) e maschile solare (positiva/ascendente). Ida nadi controlla tutti i processi mentali, mentre Pingala nadi controlla tutti i processi vitali.

La rappresentazione di queste Nadi è conosciuta in tutte le culture, basti pensare al Caduceo di Mercurio, dio Messaggero romano simbolo traslato da Ermes della mitologia greca, costituito da un bastone centrale con due serpenti ai lati che si attorcigliano con movimento sinusoidale e da non confondere con il bastone di Esculapio dio greco-latino delle arti mediche composto da un lungo bastone intorno al quale si attorciglia un solo serpente e che rappresenta il ringiovanimento dato dal cambio annuale della  vecchia pelle, adatto a indicare il miglioramento ottenuto grazie alle cure mediche e la verga strumento che simboleggia l’azione dell’uomo nel somministrare le cure agli uomini.

Queste tre nadi possono essere considerate come forza pranica (Pingala), forza mentale (Ida), forza spirituale (Shushumna). Ida e Pingala funzionano alternativamente e non simultaneamente, ciò può essere osservato prestando attenzione al flusso del respiro attraverso le narici.

Gli esseri umani, la maggior parte degli animali ed alcune piante avrebbero sette chakra principali o primari. La sede dei 7 chakra principali è il corpo eterico. Essi sono simili a fiori a forma d’imbuto  e ciascuno è dotato di un numero differente di petali, sono in stato di continua rotazione, infatti in sanscrito chakra significa ruota. Il senso di rotazione varia da chakra a chakra e da stato a stato del soggetto.

Vediamo una definizione forse più semplice attinente ai CHAKRA: Centri Energetici che ruotano su se stessi, attraverso cui le persone acquisiscono Energia dall’esterno e la distribuiscono in tutto il corpo per mezzo di canali energetici (Nadi ).

Mariacristina Guardenti

 

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